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La russa Soyz diventa europea

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La russa Soyz diventa europea

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Diventa europea la storica Soyuz, il mitico lanciatore russo. L’anno prossimo decollerà dalla base di Sinnamary nella Guyana francese. Ieri è stata posata la prima pietra con cui si è inaugurato ufficialmente il cantiere, aperto dal 2005. Per ora si ha un gigantesco cratere, dove la rampa della Soyuz sarà costruita sul modello di quella esistente nella base di Baikonour, in Kazakhstan.

Dietro l’opera, dal costo di 344 milioni di euro, l’agenzia spaziale europea Esa e la russa Roscosmos e il Centro nazionale di studi spaziali francese.

Il capo del progetto Jean Marc Astrog: “Perché il progetto riesca ci vuole molta collaborazione tra russi e europei. Tutti i dettagli devono essere decisi con un accordo e per raggiungerlo, tenuto conto delle differenze culturali e linguistiche, ci vogliono lunghe discussioni. Ma alla fine le leggi fisiche sono le stesse in Russia e in Europa”.

L’apporto russo al progetto è tecnologico: il lanciatore Soyuz è lo stesso che portò in orbita lo Sputinik nel 1957 e il primo astronauta, Yuri Gagarin, nel 1961. La carriera è continuata: fino a oggi la Soyuz ha effettuato 1718 lanci, ha messo in orbita più di 1660 satelliti e portato nello spazio 91 astronauti russi e 40 stranieri. La Soyz è un lanciatore medio, colma così il gap europeo: l’Europa possiede il robusto Ariane 5 e in futuro disporrà del leggero lanciatore Vega.

LA base della Guyana francese sfrutterà anche il vantaggio della velocità tangenziale più alta più vicino all’equatore, fatto che permetterà alla Soyuz di portare un peso di tre tonnellate, contro le due a Baikonur.

La Soyuz sarà trasportata qui con il treno, così come a Baikonur. Insieme al lanciatore potrebbe arrivare anche la tradizione di mettere delle monete, destinate a diventare dei portafortuna, sui binari dove il convoglio passerà.