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Airbus, i sindacati si preparano a reagire alla ristrutturazione

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Airbus, i sindacati si preparano a reagire alla ristrutturazione

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I sindacati del gruppo Airbus, in tutta Europa, preparano la risposta al piano di ristrutturazione Power 8, che sarà reso noto domani. Sarà una risposta dura perché, secondo le anticipazioni, saranno almeno 8 mila i posti di lavoro tagliati, o addirittura 10 mila secondo altre fonti.

Quattro, forse 5, gli stabilimenti, in Francia e Germania, che saranno venduti. Il piano prevede il decentramento produttivo in Paesi asiatici a più basso costo di manodopera, soluzione già adottata dal concorrente americano Boeing nell’ultima, grande ristrutturazione. Tra gli stabilimenti a rischio vendita, quello di Saint Nazaire, nel dipartimento francese Loira-Atlantico.

“I tedeschi rivendicano l’eguaglianza tra Francia e Germania – dice Yvonnik Dreno, del sindacato Force Ouvrière – . Si ha l’impressione che questo sito sarà venduto solo per fare un favore agli azionisti tedeschi”.

“Abbiamo un portafoglio di ordini pieno – dice Christian Caillet della Cgt – con una produzione di 24 mila aerei in 20 anni: i lavoratori non capiscono”.

Venerdì scorso, a Berlino, il presidente francese Chirac e il cancelliere tedesco Merkel si erano accordati sulla necessità di condividere i sacrifici necessari per il rilancio di Airbus, cercando di placare i contrasti nazionali di nuovo esplosi con la crisi scatenata dai ritardi nelle consegne del superjumbo A380.