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Francia, si avvicinano le presidenziali e i candidati affilano le armi

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Francia, si avvicinano le presidenziali e i candidati affilano le armi

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La campagna per le presidenziali in Francia si avvicina ai passaggi decisivi, e i candidati definiscono la loro sfida. Accreditato di un incoraggiante 17 per cento, il centrista Francois Bayrou si propone come il terzo uomo. Il suo progetto di un super-governo con destra e sinistra affascina il 37 per cento dei francesi. Ma meno di uno ogni dieci elettori si dice certo che possa vincere, a conferma del fatto che un “mercato sociale” resta irrealizzabile in un paese che del discrimine destra/sinistra ha fatto un riferimento.

“La proposta che faccio alla Francia ruota attorno a un programma di risanamento” dice Bayrou, “che punta in modo chiaro e trasparente a riunire personalità che vengano da campi diversi”.

Una sorta di “grande coalizione” alla frrancese. una idea “pericolosa e confusa” per la candidata socialista, Ségolène Royal, che ha appena imbarcato nella sua squadra “gli elefanti” del partito socialista, primo fra tutti l’ex premier Laurent Fabius.

La Royal è riuscita a risalire la china nei sondaggi, fino a ottenere un 28 per cento delle intenzioni di voto per il primo turno: lo stesso risultato del suo antagonista, il gollista Nicholas Sarkozy, obiettivo principale degli attacchi dei socialisti.

“Il voto anti-Sarkozy è il voto a Ségolène Royal”, dice tra gli applausi Fabius.

Per i sondaggisti tuttavia, il favorito resta lui, il candidato dell’Ump e ministro dell’Interno Sarkozy. Al secondo turno si imporrebbe sulla Royal per solo un punto percentuale.

Piuttosto defilato da qualche giorno, Sarko non sfonda al centro, come vorrebbe, ma continua a sedurre a destra, usando un linguaggio ispirato a “ordine e legge”.

Una nicchia di elettorato a cui punta anche il candidato della destra estrema, Jean-Marie Le Pen, nel 2002 arrivato a sorpresa fino al ballottaggio.

Il progetto xenofobo di Le Pen vale un 11,5 per cento nei sondaggi. E l’anziano leader rilancia: la sua convention l’ha organizzata a Lilla, una cittâ operaia del nord, dove quattro anni fa si classificò al primo posto.