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Appello delle donne afghane al Parlamento europeo

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Appello delle donne afghane al Parlamento europeo

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Sei anni dopo la fine della guerra in Afghanistan, la situazione delle donne resta critica. Sotto i Taleban, le donne non potevano lavorare, potevano uscire solo coperte da un burqua e accompagnate da un uomo della loro famiglia. Sei anni dopo, i Taleban non sono piú al potere, ma le mentalità non sono cambiate. In molte provincie alle ragazze viene negato il diritto allo studio, come denuncia una diplomatica afghana in visita al Parlamento europeo: “Anche se ci sono edifici scolastici- spiega Djemila- in alcune scuole viene vietato l’accesso. Alcune persone non vogliono che le ragazze siano istruite e sbarrano loro l’ingresso alle scuole. Per questo chiediamo l’aiuto all’Unione europea”.

Per sostenere lo sviluppo afghano l’Unione europea ha versato circa un miliardo di euro negli ultimi 5 anni. Ma sottolinea, l’eurodeputata belga Véronique de Keyser c‘è ancora molto da fare per la condizione femminile: “E’ un paese dove le donne devono conquistare tutto: dalla sicurezza che resta molto precaria quando ci si allontana da Kabul, al livello di istruzione, alla questione della sanità, la mortalità delle donne che partoriscono e la mortalità infantile restano tra le piú alte al mondo”

Fa discutere ora un progetto di legge sui media che potrebbe minacciare la libertà di espressione. La riforma potrebbe rendere i programmi radio-televisivi piú conformi ai valori islamici. Alcuni esponenti dei partiti islamisti hanno criticato la presenza di troppe donne senza velo e di film indiani, giudicati troppo libertini.