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Attesa per il verdetto del Tpi dell'Aja sulla responsabilità della Serbia sui massacri in Bosnia

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Attesa per il verdetto del Tpi dell'Aja sulla responsabilità della Serbia sui massacri in Bosnia

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Partono per l’Aja, le Madri di Srebrenica. Sopravvissuti e familiari delle vittime del più grave massacro di guerra della nostra epoca vogliono esserci quando il Tribunale penale internazionale si pronuncerà sulla loro richiesta di considerare responsabile dell’eccidio la Serbia.

“Ci aspettiamo giustizia”, dice Munira Subasic. “Siamo in attesa da troppo tempo, e ora vogliamo andare a vedere che succederâ”. “Siamo stati ignorati a lungo”, aggiunge Zumra Sehomerovic. “Vogliamo giustizia per le vittime del genocidio”. Se la Corte sui crimini nella ex Yugoslavia darà ragione ai ricorrenti, Belgrado sarà tenuta a risarcire le vittime della pulizia etnica condotta agli inizi degli anni Novanta.

Una pulizia etnica che causò decine di migliaia di profughi, costretti a cercare rifugio nelle montagne per scampare alle azioni delle forze serbe, culminate nella strage di Srebrenica, in cui furono trucidati 8000 musulmani. Il processo davanti alla Corte dell’Aja è il primo che veda come imputato di crimini di guerra uno stato e non una persona fisica. Ai 16 giudici del collegio sono stati necessari 10 mesi di camera di consiglio per arrivare al verdetto.