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In Norvegia si discute sulla proibizione delle bombe a grappolo

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In Norvegia si discute sulla proibizione delle bombe a grappolo

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Si apre oggi a Oslo una conferenza per discutere della messa al bando delle bombe a grappolo. Conosciute anche con il nome di cluster bombs, sono involucri sganciati dagli aerei che, prima di toccare terra, si aprono liberando centinaia di piccoli ordigni. Diverse organizzazioni denunciano la pericolosità per i civili soprattutto perché gli ordigni inesplosi – che rappresentano un’alta percentuale di quelli lnaciati – vengono spesso raccolti da bambini incuriositi.

Marc Joolen di Handicap International illustra la gravità del problema: “Sappiamo di 21 Paesi che sono ancora infestati dalle bombe a grappolo. La stima è che ci siano in giro ancora 33 milioni di piccoli ordigni inesplosi”.

Secondo la stessa organizzazione, dalla guerra del Vietnam le bombe a grappolo hanno fatto 104.000 fra morti e feriti, il 98% dei quali sono civili.

All’incontro in Norvegia partecipano una quarantina di Paesi, compresi alcuni come Gran Bretagna, Francia, Cina o India, che non sono favorevoli alla messa al bando. Le norme internazionali, dicono, limitano già l’uso di queste munizioni.

A questo proposito il governo statunitense ha avviato un’indagine su Israele per il presunto uso illegale di bombe a grappolo durante il conflitto in Libano della scorsa estate.