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Muore Maurice Papon, simbolo dei crimini contro gli ebrei della Francia di Vichy

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Muore Maurice Papon, simbolo dei crimini contro gli ebrei della Francia di Vichy

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Maurice Papon è morto. L’unico alto funzionario francese ad essere stato condannato per complicità in crimini contro l’umanità e per aver collaborato con il regime nazista si è spento all’età di novantasei anni in una clinica nei pressi di Parigi.

Avrebbe dovuto essere ancora in prigione per la condanna a dieci anni di reclusione rimediata nel 1998. Ma tre anni dopo l’arresto nel 1999, fu liberato a causa delle sue condizioni di salute. Una decisione che scatenò polemiche in Francia.

La corte d’Assise lo condannò perché, in quanto segretario generale della prefettura di Bordeaux, organizzò il rastrellamento di circa 1.600 ebrei, poi avviati ai campi di sterminio nazisti. Al termine della seconda guerra mondiale Papon riuscì a salire sul carro dei vincitori a fianco del generale De Gaulle che nel 1958 lo fece nominare questore di Parigi.

In quel periodo infuria la protesta delle colonie francesi. Papon ordina la repressione degli algerini del fronte di liberazione nazionale. In duecento
vengono uccisi e gettati nella Senna. La carriera di Papon è fulminante: deputato e poi nel 1978 ministro del bilancio. Fino al 1981 quando un settimanale satirico ritrova e pubblica i documenti che provano i crimini e la collaborazione di Papon con i nazisti.