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Portogallo, dopo la sconfitta al referendum sull'aborto, la Chiesa non disarma

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Portogallo, dopo la sconfitta al referendum sull'aborto, la Chiesa non disarma

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La chiesa cattolica portoghese vuole contare nel dibattito imminente in parlamento che regolamenterà l’interruzione di gravidanza. Lo ha ribadito la Conferenza episcopale portoghese riunita a Fatima, per la prima volta dopo la sconfitta del No al referendum di domenica scorsa. Per i vescovi lusitani occorre agire a sostegno delle famiglie per ridurre il ricorso stesso all’aborto.

“Una delle novità del referendum”, dice monsignor Carlos Azevedo, “è che anche i sostenitori del Si si sono pronunciati contro gli aborti clandestini e per ridurre il numero di interruzioni volontarie di gravidanza. La Chiesa è a favore di questo obiettivo ma il solo percorso utile e umano in questo senso è quello di continuare nella formazione dei giovani e nel sostegno alla maternità e alla famiglia”.

La prospettiva parlamentare per una regolamentazione dell’aborto – promessa dal capo del governo – era emersa dopo il referendum di domenica scorsa; referendum invalidato per mancanza di quorum, ma nel quale i Si alla legalizzazione erano prevalenti.