ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Rapporto Fava: pareri discordi sull'utilità dell'inchiesta

Lettura in corso:

Rapporto Fava: pareri discordi sull'utilità dell'inchiesta

Dimensioni di testo Aa Aa

Il rapporto è stato approvato a maggioranza. Ma anche tra i parlamentari che hanno fatto parte della commissione d’inchiesta i pareri restano distanti. Per la deputata tedesca della sinistra unitaria Sylvia-Yvonne Kaufmann, il rapporto rappresenta un decisivo passo in avanti.

“Credo davvero che si tratti di un rapporto molto importante. Abbiamo riscontrato gravi e profonde violazioni dei diritti dell’uomo in Europa da parte dei servizi segreti. L’Europarlamento si è sempre battuto in difesa dei diritti dell’uomo e anche in questo caso ha assunto una posizione ferma. Diciamolo con forza: noi condanniamo quello che è successo, non dovrà piú succedere in futuro”.

Ma non tutti, all’interno della commissione, condividono questa impostazione. Charles Tannock, deputato britannico del gruppo popolare, ha votato contro.

“Questa commissione d’inchiesta è stata uno spreco di soldi dei contribuenti britannici ed europei. Fin dall’inizio, non è stata altro che un doppione dell’inchiesta condotta, all’interno dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, dal senatore svizzero Dick Marty. Non ha prodotto niente di nuovo, solo accuse e poche prove. Abbiamo interrogato un sacco di gente, viaggiato da una parte all’altra del mondo, speso qualcosa come un milione dei contribuenti senza portare alcuna nuova prova certa”.

Il rapporto Fava ha ricevuto i voti favorevoli della maggioranza dei deputati liberali, ma non quello del polacco Janusz Onyszkiewicz.

“Dopo tutto gli Stati Uniti sono i nostri alleati piú importanti nella lotta comune contro il terrorismo. Ovviamente non si puó rendere pubblico tutto ció che si è scoperto quando si combatte il terrorismo. Bisogna semplicemente accettare il fatto che il lavoro dei servizi debba restare, almeno fino a una certa soglia, per l’appunto, segreto”.

Il rapporto cita 14 paesi membri dell’UE, tra cui l’Italia, che avrebbero assecondato le esigenze americane di trasferire i prigionieri ed accusa l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, Javier Solana, di gravi omissioni.