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Il fronte abortista festeggia in Portogallo

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Il fronte abortista festeggia in Portogallo

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La depenalizzazione dell’aborto ha avuto la maggioranza dei voti al referendum di questa domenica, ma non si è raggiunto il quorum del cinquanta per cento. Il Premier Jose Socrates ha annunciato comunque che l’aborto sarà legalizzato per via parlamentare.

E i socialisti hanno i numeri per farlo, anche se poi il Presidente della Repubblica potrebbe porre il veto.
“L’interruzione volontaria della gravidanza fino a dieci settimane e realizzata nelle strutture sanitarie autorizzate – ha detto Socrates – non sarà piu un crimine nel nostro paese”.

Tuttavia, come previsto e come era già successo in una prima consultazione nel ’98, il referendum non è stato un successo.
Forte il tasso di astensione: oltre il 56 per cento degli elettori non ha votato. Tra chi è andato alle urne, però, a differenza di nove anni fa, la maggioranza ha scelto la legalizzazione dell’aborto: piu’ del 59 per cento ha votato si, circa il 40 per cento no.
Josè Ribeiro i Castro è il leader dei cristiano democratici portoghesi, che sono fermamente contrari all’aborto, e su questo punto godono dell’aperto sostegno della Chiesa, molto influente nel paese. Dopo i primi exit poll, ha commentato: “Abbiamo votato no. Comunque vadano le cose continueremo a essere dalla parte della vita. Perciò voglio riaffermare, in questo momento, la scelta del nostro partito di tutelare sia il diritto alla vita che la dignità della donna. Non ci rassegneremo”.
Il Portogallo, assieme alla Polonia, l’Irlanda, Cipro e Malta è stato finora uno dei pochi Paesi europei a considerare l’aborto un crimine, salvo condizioni eccezionali.