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Domani il referendum sull'aborto in Portogallo, sì in testa

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Domani il referendum sull'aborto in Portogallo, sì in testa

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Tutto è ancora possibile, alla vigilia del referendum sull’aborto in Portogallo. Gli ultimi sondaggi sono concordi nel prevedere la vittoria del sì alla depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza, ma resta la grossa incognita dell’astensione. Nell’ultimo giorno di campagna referendaria, il primo ministro socialista José Socrates ha accusato i fautori del no di non volere cambiare la legge pur dicendosi favorevoli a misure meno restrittive per le donne che scelgono di abortire.

Attualmente, infatti, la legislazione portoghese prevede pene detentive per chi interrompe illegalmente la gravidanza. Isabel Neto della piattaforma “No grazie” la vede diversamente: “L’obiettivo di questo referendum è la liberalizzazione dell’aborto fino alla decima settimana di gravidanza senza giustificazioni, senza limiti e senza condizioni”.

L’analista Filipe Luis spiega che cosa potrebbe succedere domani: “A mano a mano che cresce l’astensione, il no guadagna terreno. Questo è quello che accadde nel 1998. I sostenitori del no sono molto più militanti. Gli elettori che votano contro sono convinti, e intendono andare a votare per respingere la proposta. Mentre all’interno dello schieramento del sì ci sono militanti, ma c‘è anche una consistente massa di indifferenti”.

In Portogallo l’interruzione di gravidanza è oggi consentita solo in caso di stupro, di malformazione del feto e di pericolo per la salute della madre. Fra i paesi membri dell’Unione europea, leggi simili esistono solo in Polonia, in Irlanda e a Malta.