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L'accordo della Mecca atteso alla prova dei fatti

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L'accordo della Mecca atteso alla prova dei fatti

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L’intesa che dovrebbe porre fine alle violenze tra le fazioni palestinesi e che prelude a un governo di unità nazionale è stata salutata con entusiasmo dai protagonisti. Ma perché funzioni davvero, dovrà essere appoggiata anche dalla comunità internazionale. Il Presidente Mahmoud Abbas si dice convinto che si apra una nuova era e che il governo sarà capace di ripartire e di mettere fine alle sofferenza della gente.

Dal canto suo Ismail Hanyeh ringrazia Abbas per l’incarico di formare il primo governo di unità nazionale e promette che farà ogni sforzo per svolgere il compito al meglio. I palestinesi sperano che l’Occidente prenda atto di questa ritrovata unità e ponga fine all’embargo contro i Territori. Ma Fatah teme che l’accordo raggiunto non basti. L’Europa potrebbe forse apprezzare l’impegno delle parti, ma Israele e gli Stati Uniti ribadiscono che il nuovo esecutivo palestinese deve riconoscere esplicitamente lo stato ebraico, cosa che Hamas ha finora rifiutato di fare.

La lettera con cui Abbas nomina Hanyeh a capo del governo vincola comunque la sua politica all’accettazione dei precedenti accordi di pace con Israele.