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Intervista con il premier ceko Mirek Topolanek

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Intervista con il premier ceko Mirek Topolanek

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Dopo sette mesi di tentativi andati a vuoto, Mirek Topolanek puo’ finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ma forse non per molto tempo. Tra le critiche alle quali il primo ministro ceko ha dovuto rispondere c‘è il progetto di difesa amewricaano sul suolo nazionale. Senza dimenticare che la presidenza dell’Unione chiede al governo di fare avanzare il dossier sulla costituzione europea. Ma Topolanek resta ottimista sull’avvenire della Repubblica Ceka.

Euronews: Dopo avere ottenuto la fiducia dal Parlamento lei ha detto che le discussioni con Washington sulla presenza nel territorio nazionale delle truppe americane sarebbero andate avanti. Perchè tanta fretta?

M. Topolanek: La legge sullo scudo antimissile era già stata adottata sotto l’amministrazione Clinton. Un progetto che risale a qualche anno fa. Non si tratta, infati, di un progetto americano, ma rientra nella politica a lungo termine della Nato e anche della politica russa. Non si tratta, pertanto, di un nuovo progetto, ma soltanto del ritorno di un sentimento antiamericano in certi europei a rendere la questione ancora piu difficile

Euronews: Secondo alcuni osservatori la Russia pensa che un tale sistema di difesa nell’Europa centrale potrebbe alterare l’equilibrio delle forze militari e ridare il via alla corsa al riarmo. Qual è la reazione?

M.Topolanek: Penso che non bisogna dare troppa importanza a cio’ che dicono i generali russi. E’ un argomento molto sensibile per la repubblica ceka e per gli altri paesi dell’Europa Centrale: per questo motivo la Russia potrebbe perdere l’influenza in questa parte del continente. A mio parere c‘è una differenza tra i missili a testata nucleari installati nelle città europee e un sistema passivo di difesa anti missile. Quindi c‘è una differenza tra un sistema d’attacco e un sistema di difesa che non proteggerà solo l’Europa, ma anche la Russia.

Euronews: Dopo una riunione con il cancelliere tedesco Angela Merkel lo scorso 26 gennaio le i ha detto che la costituzione eurpea dovrebbe essere piu’ comprensibile, piu’ trasparente senza penalizzare i nuovi stati membri. Cosa intendeva dire?

M. Topolanek: Per i nuovi stati membri non c‘è la libera circolazione dei lavoratori. E potrei citare altri casi in cui i nuovi paesi membri sono penalizzati. Un esempio è la sede del nuovo progetto Galileo sul quale la commissione di Bruxelles era stata chiara circa la localizzazione in un nuovo stato membro. Ma all’ultimo vertice i vecchi stati membri ci hanno fatto dubitare: è un genere di argomento al quale i nuovi stati sono molto sensibili.

Euronews: Non crede che una sorta di atteggiamento del genere faccia si che lei e il suo partito vengano definiti come euroscettici?

M. Topolanek: Considero questa etiquetta come un insulto. Una definizione ingiusta perché basta criticare cio’ che non va nell’Unione per essere trattato in questo modo. Se avessimo seguito il mio partito non saremo mai entrati nell’Unione. E pertanto l’ingresso dei nuovi stati membri non è poi cosi’ negativo per i vecchi membri . Nonostante cio’ vorrebbero cambiare il nostro sistema sociale, a cominciare dalla sanità e dalle pensioni. Il che è inaccettabile. A nostro parere il sistema europeo di welfare state è ormai superato.

Euronews: Dopo sette lunghi mesi di instabilità politica, il suo paese ha ora un governo stabile. Quali sono le priorità e riguardo all’Europa quale è la sua priorità?

M. Topolanek: Qui nonostante tutto c’era un governo che governava durante i sette mesi. Per quanto mi riguarda non ho alcuna priorità specifica sull’Europa: siamo un paese europeo con tutto quello che ne consegue anche perché non abbiamo un programma specifico sull’Europa. Ma c‘è una priorità e direi che si tratta della preparazione al primo semestre del 2009 quando prenderemo la presidenza dell’Unione. Sarà una prova chiave per dimostrare che siamo un paese in grado di discutere i problemi e di risolverli con i nostri partner europei.