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Gerusalemme, protesta degenera in scontri con la polizia alla Spianata delle moschee

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Gerusalemme, protesta degenera in scontri con la polizia alla Spianata delle moschee

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Pallottole di gomma e lacrimogeni alla Spianata delle moschee di Gerusalemme, dove decine di manifestanti palestinesi si sono scontrati con la polizia israeliana, lanciando sassi contro gli agenti. Le preghiere del venerdì hanno coinciso infatti con una giornata di protesta contro i lavori edili avviati da Israele a ridosso della spianata, considerata il terzo luogo santo dell’Islam, dopo La Mecca e Medina.

La situazione è ora tornata sotto controllo. Il bilancio è di diciassette manifestanti arrestati, secondo il quotidiano Hàaretz, e di quindici agenti feriti. Ancora imprecisato il numero di feriti sul fronte palestinese. Sotto accusa, gli scavi effettuati vicino alla spianata, dove Israele vuole costruire una nuova massiccita, per sostituire quella danneggiata tre anni fa dalla neve.

Per garantire la sicurezza, questa mattina, sono stati dispiegati duemila cinquecento agenti di polizia. L’accesso alla spianata era consentito solo alle donne e ai palestinesi con più di quarantacinque anni, in possesso di un documento di identità rilasciato dalle autorità israeliane.

Ieri, il ministro della difesa israeliano Péretz aveva scritto una lettera al premier Olmert, consigliando la cessazione dei lavori, per timore di esacerbare le tensioni con i palestinesi. Il momento non potrebbe essere peggiore, visto che Washington sta tentando di propiziare un incontro tra Olmert e il presidente plaestinese Abbas, per rilanciare la road map.