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La Spianata delle polemiche: toccare una pietra è un rischio

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La Spianata delle polemiche: toccare una pietra è un rischio

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Nella Spianata delle Moschee ogni pietra è sacra e nessun buldozer puó fare irruzione senza sollevare l’indignazione del mondo islamico. I lavori intrapresi da Israele per rimuovere la massicciata instabile che conduce alla Spianata hanno provocato la reazione sdegnata dei palestinesi. Ma per gli esperti che coordinano i lavori, l’intervento è necessario, come sottolinea uno dei responsabili del progetto, l’archeologo Yuval Baruch.

“Tre anni fa la rampa è crollata a causa della pioggia e del maltempo. Dobbiamo costruire una nuova via che garantisca ai turisti e a tutti gli altri l’accesso al Monte del Tempio. Questa è la ragione per la quale dobbiamo costruire qualcosa proprio qui per ripristinare il ponte dei Mugrabi. Vogliamo rispettare la sensibilità di tutti”.

La Spianata delle Moschee ospita al suo interno anche la Moschea di al Aqsa, terzo luogo sacro dell’Islam dopo La Mecca e Medina. Accanto sorge il Muro del Pianto, luogo venerato dagli ebrei. La passerella in acciaio lunga 200 metri sarà costruita proprio ai piedi del Muro.

I palestinesi, spalleggiati dalla Giordania, che è la custode delle moschee che sorgono in quest’area, temono che le ruspe israeliane minino le fondamenta della Spianata. Ma l’intervento ha anche un significato simbolico: i palestinesi non vogliono correre il rischio che al posto delle Moschee, un giorno, possa sorgere una sinagoga.

Qualunque appello alla calma rischia di restare inascoltato in un luogo cosí sensibile. Nel 1996 l’apertura al pubblico di un tunnel archeologico provocó la reazione armata dei palestinesi. 61 rimasero uccisi, insieme a 15 soldati israeliani. Nel 2000 una visita di Ariel Sharon fu seguita da un’insurrezione in Cisgiordania e a Gaza.

Muovere una pietra, o, anche semplicemente calpestarla, nella Spianata delle Moschee puó trasformarsi in un affronto.