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Infibulazione, i casi non diminuiscono


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Infibulazione, i casi non diminuiscono

Nella giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, il bilancio tracciato rimane anche quest’anno drammatico: ogni 15 secondi una bambina viene infibulata. E se il problema riguarda soprattutto l’Africa, in Europa si continuano a registrare casi non isolati. Il fenomeno preoccupa i Parlamentari europei.

Anna Zaborska, presidente della commissione per i diritti delle donne, sottolinea: “E’ triste constatare che nonostante le campagne che portiamo avanti da dieci anni, il problema non è sostanzialmente diminuito.”
Le fa eco la sua vice, Lissy Gröner: “La legge in Europa vieta di praticare le mutilazioni genitali femminili ma il rischio per le ragazze rimane, dobbiamo porre fine a questa pratica, ci deve essere una mobilitazione pubblica e dobbiamo diffondere piu’ informazioni tra le comunità coinvolte.”

In Africa ci sono centri in cui si insegna a non mutilare piu’ le donne e si assistono le vittime. Judy, 16 anni, racconta: “Gli uomini sono entrati e anche le donne. Ci hanno legato e poi, siccome ero la piu’ grande, hanno cominciato a tagliare me. Ho detto che non volevo, che mi rifiutavo, ma hanno risposto che lo avrebbero fatto con la forza.”

Ogni anno tre milioni di bambine subiscono l’infibulazione o l’escissione e, secondo gli esperti, l’età delle vittime è sempre piu’ bassa.

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