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Violenza nel calcio italiano: se lo stadio è fuori norma niente pubblico

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Violenza nel calcio italiano: se lo stadio è fuori norma niente pubblico

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La legge sarà fatta rispettare. Dopo l’uccisione di un poliziotto a Catania, il governo italiano ha deciso di far applicare senza proroghe il decreto sulla sicurezza negli stadi, vietando l’apertura al pubblico in quelli non a norma.

“Il calcio finisce per essere uno dei grandi catalizzatori della violenza – ha detto in Parlamento il ministro dell’interno Amato -. Ed è difficile dire quanto coaguli violenza che ha radici altrove, quanto diventi esso stesso occasione, che ne forma di sua, che le dà la possibilità di organizzarsi”.

Gli stadi che sono considerati a norma sono 4: Torino, Roma, Palermo e Siena. Mentre 5 sono sicuramente off-limits: Ascoli, Verona, Bergamo Udine e Catania. Per gli altri ci vorrebbero dei lavori e un’autorizzazione dei prefetti. Altra stretta è sulle trasferte dei tifosi con lo stop alla vendita dei biglietti a blocchi per evitare le trasferte organizzate.

In settimana un consiglio dei ministri straordinario ratificherà i proveddimenti decisi dal ministri dell’interno e dello sport in accordo con Federcalcio e Coni.

Il consenso intorno alle norme però non è unanime. La Lega calcio, che riunisce le società, si ritrova a Roma per cercare di capire che impatto avranno sulla gestione dei club.

Il presidente dell’Atalanta Ruggeri, ha detto che senza pubblico non manderà i suoi giocatori in campo. Mentre per il presidente del Palermo Zamparini le partite a porte chiuse è una soluzione demagogica.