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Kirghizistan: controlli contro il traffico di bambini

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Kirghizistan: controlli contro il traffico di bambini

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La povertà spinge a scelte che non si sarebbe mai pensato di poter fare: come vendere un bambino.
L’infermiera dell’ospedale di Bishkek ha chiesto ed ottenuto circa 480 euro, per un neonato in buona salute. Ma gli acquirenti erano poliziotti.
La donna è stata arrestata dopo aver stappato lo champagne per festeggiare l’affare.
Agli acquirenti aveva appena detto che il bambino aveva perso la madre, e che era fortunato ad aver trovato una famiglia. In realtà, pare che la madre lo abbia lasciato in ospedale, e che sia stato venduto a sua insaputa.

Non è certo un caso unico: in Kirghizistan, come negli altri poverissimi paesi dell’area, il traffico di bambini è piuttosto diffuso. Le autorità però hanno deciso di agire. Un portavoce del ministero della salute dice che ora saranno controllati tutti i reparti maternità della capitale, ma anche altri reparti. E che sono state avviate indagini anche in altre province.

La polizia kirghiza non ha i mezzi per controllare tutto: è anche per questo che è stato deciso di diffondere il filmato dell’arresto, come deterrente. In tutto il mondo, il traffico di bambini è enorme: oltre la metà dei neonati dei paesi in via di sviluppo non viene registrata, e quelli venduti sono almeno un milione e mezzo. Alcuni trovano una famiglia, ma la gran parte finisce sui marciapiedi o in fabbrica.