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Catania in lacrime ai funerali del poliziotto. Il governo: partite a porte chiuse contro i violenti

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Catania in lacrime ai funerali del poliziotto. Il governo: partite a porte chiuse contro i violenti

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Si sono svolti in un clima di grande commozione i funerali a Catania di Filippo Raciti, il poliziotto ucciso dagli ultras della locale squadra di calcio. Oltre al figlio piccolo in tenuta da agente, alla cerimonia funebre celebrata in Cattedrale dall’arcivescovo Gristina e da monsignor Romeo, erano presenti i colleghi in lacrime e la vedova. Quest’ultima ha espresso la speranza che la morte di Filippo non sia accaduta invano.

La tristezza per la morte di Filippo Raciti si è anche mescolata alla rabbia dei suoi colleghi, e alla paura della gente comune.

“Da questo si vede che il senso dello Stato è andato scomparendo”, dice un poliziotto.

“Non si può andare avanti cosi, ho paura perfino per i miei figli”, dice tra le lacrime una donna.

Ora Catania, dove Filippo Raciti era noto anche per le sua attività di volontariato, è sotto choc. E tutti sperano che tutto non resti come prima. Partite di serie A a porte chiuse per gli stadi italiani non a norma. E’ quanto ha deciso a Roma il vertice tra i ministri dell’Interno e dello Sport e i responsabili del calcio nazionale, riunitisi a Palazzo Chigi per discutere dei recenti episodi di violenza nello sport.

L’orientamento delle autorità è quello di dare un giro di vite alle tifoserie più spinte, negando, tutte le volte che non ne ricorrano in pieno i requisiti di sicurezza, i permessi per l’accesso del pubblico.

La decisione di far eventualmente ripartire il campionato verrà presa dal commissario straordinario della federcalcio mercoledi.