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Il Congresso Usa rivendica il diritto di contare nelle scelte che riguardano l'Iraq

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Il Congresso Usa rivendica il diritto di contare nelle scelte che riguardano l'Iraq

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Al presidente Bush che solo giorni fa diceva di voler andare avanti nei suoi piani per l’Iraq anche senza il Congresso, la Commissione Giustizia del Senato replica seccamente e rivendica il diritto eventuale perfino di far rientrare le truppe. Per l’Ammiraglio William Fallon, a capo del Comando centrale, “La situazione in Iraq è seria, e richiede nuove e diverse iniziative. Può anche modificarsi, ma c‘è poco tempo e non ci sono garanzie di successo”, ha detto.

Al presidente Bush ha risposto direttamente anche il repubblicano senatore della Pennsylvania Arlen Spector.

“Vorrei rispettosamente segnalare al Presidente che non è lui il solo a dover decidere. Le decisioni vanno prese in modo condiviso e sulla base del principio di responsabilità”.

Contrariamente al presidente, il Congresso mostra evidentemente di voler uscire dal pantano iracheno al più presto possibile. Anche il responsabile della Commissione di saggi nominata dallo stesso Bush, Baker, ha detto alla Commissione che “non esistono azioni militari capaci di garantire il successo in Iraq”.

I lavori del parlamento – ieri conferenza stampa anche della nuova speaker la decmocratica Pelosi – hanno registrato anche qualche contestazione di gruppi pacifisti.