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Germania: polemiche per la liberazione di Brigitte Mohnhaupt

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Germania: polemiche per la liberazione di Brigitte Mohnhaupt

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Potrebbe uscire di carcere dopo 24 anni Brigitte Mohnhaupt, uno dei capi storici della RAF, la Rote Armee Fraktion, le Brigate Rosse tedesche. Accusata di nove omicidi, Mohnhaupt è stata condannata a 5 ergastoli. In base alla legge tedesca potrebbe lasciare la prigione a marzo. Un’ipotesi che in Germania suscita polemiche. Protagonista degli anni di piombo, membro della Banda Baader-Meinhof, dal nome di due presunti terroristi rossi morti in carcere, Mohnhaupt si era vista respingere, due anni fa, una domanda di grazia.

É stata ritenuta responsable dell’uccisione, nell’aprile del 1977, del procuratore generale Siegfried Buback, freddato alla periferia di Karlsruhe, mentre, in auto, era fermo a un semaforo. Nel settembre dello stesso anno la Baader-Meinhof colpisce a Colonia. Viene rapito il presidente della Confindustria tedesca, Hanns-Martin Schleyer. Il suo corpo fu ritrovato un mese piú tardi in Francia. L’identità dell’esecutore materiale dell’omicidio non è mai stata accertata.

Sono trascorsi 30 anni. Per la vedova Schleyer non bastano per capire. “Ha una giustifcazione un’azione del genere”? Non capisce neppure il figlio di Schleyer. Non capisce perchè la procura federale abbia avviato la domanda di scarcerazione della terrorista. “I gesti contano, soprattutto per una madre. Se qualcuno chiede di essere scarcerato deve confessare tutto quello che sa, dimostrarsi pentito e chiedere perdono. Non è successo nulla di tutto questo”.

La richiesta di perdono non è indispensabile per uscire di prigione. La Raf ha rinunciato alla violenza e nel giro di qualche anno tutti i suoi membri potrebbero essere scarcerati. Per il procuratore generale di Stoccarda, Klaus Pflieger, hanno diritto a una seconda possibilità. “Molti storcono il naso sulla liberazione di queste persone. Devono capire che per tutto c‘è una fine. Una nazione sovrana concede anche a loro un’altra chance”.