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Negoziati inter-palestinesi presto alla Mecca

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Negoziati inter-palestinesi presto alla Mecca

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La soluzione passa dalla Mecca. Forse. L’invito del re saudita, Abdullah, è stato accolto favorevolmente da tutti i dirigenti palestinesi. Dal presidente Abbas, espressione di Fatah, e dal primo ministro Haniyeh, esponente di Hamas.
Le due forze in campo si sfidano in un crescendo di violenza da giorni: ancora ieri è stata una ridda di sequestri. Prima un alto responsabile del braccio militare di Hamas; poi, il capo della sicurezza nazionale per la zona centrale della striscia di Gaza, rilasciato dopo due ore; a Nablus, sequestrata una decina di uomini di Hamas, tra i quali un consigliere municipale, poi liberato. Il suo è stato un caso raro di grande fratello del sequestro: tutto davanti alle telecamere.

Tra Gaza e la Cisgiordania, la situazione non cambia di molto: in entrambe le aree palestinesi, la violenza sembra fuori controllo e a nulla sono serviti finora gli appelli alla calma, anche da parte di Haniyeh e di Abbas. Da quando Hamas ha vinto le elezioni, ma pur assumendo le responsabilità di governo ha continuato a non riconoscere il diritto all’esistenza di Israele, è scattato un embargo internazionale che da mesi impedisce di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici. Il presidente Abbas ha indetto elezioni anticipate: un colpo di stato, secondo Hamas.
Una trentina i morti negli scontri degli ultimi tre giorni.