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Dopo nove mesi per Israele finisce la tregua del terrorismo kamikaze

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Dopo nove mesi per Israele finisce la tregua del terrorismo kamikaze

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Un’esplosione in un panificio del centro commerciale di Eilat, la cittadina più meridionale dello Stato ebraico, ha ucciso tre persone oltre al kamikaze ed ha provocato diversi feriti. Secondo quanto ricostruito dalla polizia israeliana l’attentatore trasportava l’esplosivo, almeno dieci chili, in uno zainetto. E sarebbe giunto in Israele attraverso la frontiera giordana o egiziana.

Il ministro degli esteri Tzipi Livni ha detto che Israele farà tutto il possibile per proteggere i propri cittadini. “Israele fino ad oggi ha dimostrato un’estrema pazienza per dare ai palestinesi la possibilità di combattere il terrorismo e fermare gli attacchi contro Israele. Sfortunatamente i palestinesi non lo stanno facendo”, ha detto la Livni.

Per il momento il governo israeliano non ha fatto sapere quale sarà la risposta all’attentato ma il ministro della difesa Peretz ha detto che saranno prese le misure necessarie. L’attentato è stato rivendicato dalle Brigate dei martiri di al Aqsa, braccio armato del fatah del presidente Abbas, e dalla Jihad islamica.

“Questo attentato – ha detto un portavoce delle Brigate – è un messaggio ai fratelli palestinesi a dirigere le proprie armi contro il nemico comune”. Il kamikaze era un ragazzo di 21 anni orginario della città di Gaza e apparteneva all’Esercito dei credenti, un gruppo delle Brigate dei martiri di al Aqsa.