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Parigi III, l'ultima chance del Libano

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Parigi III, l'ultima chance del Libano

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Al via la conferenza dei Paesi donatori per il sostegno del Libano. Con l’arrivo dei rappresentati dei 36 Paesi e di 14 istituzioni finanziarie, i lavori della cosidetta Parigi III entrano nel vivo. L’obiettivo: sollevare l’economia del Paese dei Cedri, messa in ginocchio dopo il conflitto contro Israele della scorsa estate. Già ieri, la Francia si è impegnata a sostenere Beirut con 500 milioni di euro, l’Unione europea ne offrirà 400 milioni, gli Stati Uniti 600.

Per ridare slancio all’economia del Paese, Beirut dovrebbe ottenere un prestito di circa 9 miliardi di euro, come hanno stimato alcuni esperti del Fondo monetario. Beirut, dal canto suo, s’impegna a mettere in atto un piano di risanamento economico, che illustrerà il premier Fuad Siniora. Che rivolgendosi ai convenuti ha dichiarato: “Il vostro sostegno rafforzerà la nostra determinazione in difesa della libertà e ci aiuterà a consolidare l’indipendenza”.

La guerra della scorsa estate, che per un mese ha trasformato il Libano in un campo di battaglia, è costata in termini di perdite dirette oltre due miliardi di euro. Che su un deficit pubblico di circa 30 miliardi di euro.

La conferenza di Parigi rappresenta l’ultima chance per risollevare le sorti del Paese. Ma se il sostegno internazionale sembra scontato, meno scontato è il ritorno a una normalità istituzionale libanese, ostaggio da mesi dell’opposizione guidata da Hezbollah.