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La knesset dice sì all'autosospensione di Katsav

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La knesset dice sì all'autosospensione di Katsav

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La knesset ha accolto la richiesta di Moshé Katsav di autospendersi. In una lettera inviata alla knesset ieri il capo dello Stato israeliano, sotto accusa per stupro e molestie sessuali, ha dichiarato di essere “temporaneamente incapacitato” a svolgere le proprie funzioni e ha chiesto un’autosospensione di tre mesi.

La commissione parlamentare incaricata di trattare la richiesta ha votato il provvedimento con 13 voti a favore e 11 contrari. Come ha commentato il presidente della commissione, Ruhama Avraham, le circostanze per cui questa commissione si è riunita sono tristi e vergognose.

In parlamento si continua intanto a raccogliere le firme per avviare la procedura d’impeachment del presidente. Nel migliore dei casi essa richiederà due mesi, ma dovrebbe portare alla rimozione definitiva di Katsav. Il cui mandato scade naturalmente a luglio.

Alcune manifestanti si sono radunate stamani sotto la sua abitazione. “Deve dimettersi perché ha dimenticato di essere il simbolo del nostro Stato”. “È una disgrazia per Israele, per le donne di Israele, per la nostra democrazia. Non dovrebbe restare al suo posto un solo minuto in più”.

Per il momento le funzioni del capo di Stato sono state assunte dal presidente del parlamento Dalia Itzik, che ha smentito la notizia di volersi candidare a questa carica.