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Fouad Siniora misura a Parigi il suo sostegno tra i paesi occidentali

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Fouad Siniora misura a Parigi il suo sostegno tra i paesi occidentali

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Contestato a Beirut, Fouad Siniora si prende la rivincita a Parigi. Il premier libanese ha infatti ricevuto un sostegno finanziario, che è correlato all’indice di gradimento del suo governo tra la comunità internazionale. Per finanziare la ricostruzione, il premier libanese ha presentato una ricetta di risanamento a base di privatizzazioni.

Una medicina che non piace all’opposizione, guidata da Hezbollah, ma con la quale l’esecutivo conta di ridurre un deficit che ammonta a 30 miliardi di euro. A Beirut, tuttavia, c‘è chi dubita che gli aiuti internazionali arriveranno a destinazione. “Ci abbiamo provato già altre volte, con queste conferenze dei donatori – sostiene un libanese – ma non abbiamo mai visto niente. E’ tempo sprecato. Qui manca l’acqua, il cibo, il lavoro”.

Non è un caso se il paese più generoso con il Libano è l’Arabia Saudita, seguita dagli Stati Uniti. Qatar e Iran stanno finanziando Hezbollah. Per il governo libanese, la posta in gioco è sottrarsi all’influenza di Teheran. E per centrare l’obiettivo, Siniora potrebbe anche gonfiare le stime per la ricostruzione. E’ quello che pensa l’ex ministro delle finanze, George Corm.

“Il governo di Beirut ha offerto un quadro cupo, ma lo ha fatto per regolare i conti con i partiti dell’opposizione e per accontentare i paesi occidentali. Questi ultimi, infatti, vogliono sentirsi dire che Hezbollah è da biasimare per la crisi in cui versa il Libano. Insomma, il contesto è più ampio e rientra all’interno della strategia di Washington nella lotta al terrorismo”.

Corm ritiene che per ricostruire il Libano disastrato dalla guerra dell’estate scorsa basteranno 2,6 miliardi di euro. Molto meno, dunque, dei 5,5 miliardi stimati dal governo Siniora. Quello che è certo, è che l’uscita dalla crisi economica, per il paese dei cedri, non può prescindere da un accordo politico.