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Bush in difficoltà sull'Iraq veste i panni da "ecologista"

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Bush in difficoltà sull'Iraq veste i panni da "ecologista"

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Tanto Iraq, l’ammissione di non essere infallibile e un po’ di ecologismo. Ecco alcuni degli elementi chiave del discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato dal Presidente statunitense George Bush. Senza tralasciare ovviamente la dovuta cortesia nei confronti dei Democratici che hanno conquistato la maggioranza in Congresso. Alla nuova speaker della Camera, Nancy Pelosi, è andato l’omaggio di Bush in apertura al suo sesto discorso alla Nazione.

Nel discorso di Bush la parola Iraq è apparsa ben 34 volte. Un dato significativo: il Paese è stato evocato più spesso che nell’intervento fatto dal Presidente nel 2003, anno dell’invasione:

“Molti in questa aula comprendono che l’America non può fallire in Iraq. Perchè capiscono che le conseguenze di una sconfitta sarebbero gravi. Se le forze statunitensi si ritirassero prima di stabilizzare Baghdad, il governo iracheno sarebbe travolto dagli estremisti”.

Bush non ha dunque smesso del tutto i panni del comandante in capo. Ha difeso la scelta di mandare altri 21 mila soldati sul campo per aumentare le possibilità di una vittoria che è necessaria. Ma ha anche chiesto un appoggio bipartisan:

“Il nostro Paese ha messo in atto una nuova strategia in Iraq. Vi chiedo di sostenere le truppe che sono già sul terreno e quelle che si vanno ad aggiungere”.

Poi il fronte interno, con il proposito per i prossimi 10 anni: riduzione del consumo di benzina del 20%e diminuzione della dipendenza energetica da altri Paesi.

Gli applausi ci sono. Ma non abbastanza forti da coprire la fredda reazione dei democratici che ribadiscono: la maggioranza del Paese non sostiene più la guerra in Iraq.