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La causa dell'infanzia davanti al Consiglio d'Europa

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La causa dell'infanzia davanti al Consiglio d'Europa

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I bambini hanno un testimonial d’eccezione, che ha portato la loro causa di fronte al Consiglio d’Europa. La principessa Carolina di Monaco, nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, ha partecipato a un ampio dibattito sull’infanzia sollecitando l’Assemblea parlamentare a combattere con più vigore le violenze e gli abusi contro i più piccoli.

Carolina è presidente dell’Amade, l’Associazione mondiale degli Amici dell’infanzia. “Nel 2002 – ha detto – l’Amade ha lanciato il segnale d’allarme. Siamo nel 2007 e l’emergenza resta la stessa: difendere l’evidenza, cioè il diritto di non soffrire, il diritto di non subire abusi sessuali, il diritto di non essere venduti, di non essere sfruttati, di non essere violentati, di non essere rapiti, di non essere mutilati, il diritto di non essere trascurati e poi dimenticati”.

A Strasburgo è stato presentato anche uno studio delle Nazioni Unite sui bambini vittime di violenze. Autore dello studio, il professor Paulo Sergio Pinheiro, che, ai microfoni di EuroNews, ha così riassunto di che cosa c‘è bisogno: “Non di una nuova convenzione sui diritti del bambino, abbiamo un numero enorme di convenzioni. Il problema – e diversi deputati, la principessa e il presidente l’hanno detto – è che bisogna applicarle. Credo che i bambini siano stanchi delle parole, che siano molto scettici nei confronti del mio rapporto. Dobbiamo dimostrare noi adulti di essere coerenti, di agire in base a quel che diciamo”.

Le statistiche dell’esperto mostrano un quadro agghiacciante: nei paesi industrializzati 3.500 bambini rimangono uccisi ogni anno, mentre nel mondo solo nel 2002 oltre 200 milioni hanno subito violenze sessuali.