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Serbia, alle politiche vincono i nazionalisti

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Serbia, alle politiche vincono i nazionalisti

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La Serbia non volta le spalle ai nazionalisti. Il partito radicale serbo è arrivato in testa alle legislative conquistando quasi un terzo dei seggi. Secondo i dati raccolti da un’istituto demoscopico indipendente, l’Srs avrebbe ottenuto il 28,5% dei consensi guadagnando un punto rispetto alle precedenti consultazioni.

A rivendicare il successo è stato il candidato radicale alla carica di primo ministro Tomislav Nikolic, in assenza del leader del partito Vojislav Seselj, sotto processo all’Aja per crimini di guerra.

Le capitali occidentali che hanno seguito con trepidazione lo scrutinio possono essere soddisfatte del risultato ottenuto dal partito democratico del presidente Boris Tadic che avrebbe raddoppiato i consensi toccando quasi il 23%.

“I partiti democratici e pro europei – ha detto il capo dello Stato – rappresentano i due terzi del Parlamento. Credo che esistono le possibilità di formare un governo. Condividendo gli stessi valori ce la faremo”.

L’ago della bilancia potrebbe essere la formazione dell’attuale capo del governo Vojislav Kostunica che ha raccolto il 17% dei voti. Oggi i ministri degli esteri dell’Unione europea si riuniranno per analizzare i risultati delle legislative in Serbia. La questione del Kosovo continuerà ad occupare la scena nelle prossime settimane. Nessun grande partito serbo è favorevole all’indipendenza della provincia chiesta dalla stragrande maggioranza degli abitanti che sono di lingua albanese.

Altro problema, è il mancato arresto dei criminali di guerra Mladic e Karadzic che ha bloccato le trattative per l’ingresso nell’Unione europea.