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Naufragio della "Napoli", dopo il rischio del disastro ambientale arriva anche la razzia delle merci

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Naufragio della "Napoli", dopo il rischio del disastro ambientale arriva anche la razzia delle merci

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Oltre alla corsa contro il tempo per evitare il disastro ambientale, è scattata anche la corsa al saccheggio. Non si fermano le razzie di centinaia di persone accorse sulla spiaggia per impossessarsi delle merci trasportate dalla portacontainer “Napoli”, incagliata al largo della costa del Devon: botti di vino, materiale di ricambio per auto e persino motociclette.

La Guardia costiera ha invitato a stare alla larga, ma l’avvertimento non ha prodotto grande effetto. Il tratto di costa del Devon è continuamente preso d’assalto. Per quanto riguarda la legalità dell’appropriazione delle merci perse dal cargo, spetterà a un ufficiale giudiziario risolvere la questione.

Intanto, la portacontainer è ancora incagliata in mare, con la scafo inclinato di oltre venti gradi e il rischio che finisca per spezzarsi, provocando un disastro ecologico. I tecnici sono riusciti a evitare che la nave si rovesciasse, ma il pericolo ora riguarda le 3.500 tonnellate di greggio chiuse nei serbatoi che potrebbero provocare una marea nera. Anche se più che per il carburante, fa paura il contenuto di altri container: acidi per batterie, prodotti per profumeria e per la costruzione degli air bag, prodotti altamente tossici che potrebbero finire in mare.