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Serbia, il 60 per cento degli elettori alle urne

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Serbia, il 60 per cento degli elettori alle urne

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Chiuse le urne in Serbia per le elezioni politiche. I primi risultati saranno resi noti nella notte. Su un corpo elettorale di 6 milioni e mezzo di aventi diritto, la percentuale di affluenza al voto è stata intorno al 60 per cento, considerato un tasso piuttosto elevato.
La questione dello status del Kossovo, provincia a maggioranza albanofona, è stata in primo piano nella campagna elettorale, ed è destinata a condizionare le relazioni internazionali della Serbia. Il presidente della Repubblica Boris Tadic pone l’integrazione europea come obiettivo prioritario. IL suo Partito Democratico, DS, è accreditato dai sondaggi al venticinque per cento. Vuole la carica di primo ministro e a questo scopo candida il giovane Bozidar Djelic.
“Spero – dice Tadic -che queste elezioni dimostrino il diritto del popolo serbo a imboccare la strada dell’Europa”.
L’attuale premier Vojslav Kostunica, nazionalista moderato, fa dell’integrità del territorio serbo, contro l’indipendenza del Kossovo, il suo cavallo di battaglia. E’ leader del partito democratico di Serbia, DSS, che viene dato dai sondaggi al 20 per cento dei suffragi. Punta alla riconferma come primo ministro.
“E’ necessario – afferma – che la Serbia continui sul cammino di stabilità seguito finora, perché la strada più sicura è sempre la migliore”.
Il probabile vincitore di queste elezioni, come avvenne nel 2003, è l’ultranazionalista Tomislav Nikolic, leader del Partito radicale serbo. Ma, come allora, è destinato a non trovare alleati per formare un governo. Nikolic è a capo del partito da quando il suo presidente, Vojslav Seselj, si è consegnato al tribunale penale internazionale dell’Aja che lo giudica per crimini di guerra.
“E’ un giorno di grande cambiamento – dice Nikolic -. Dopo queste elezioni, la Serbia dovrà cominciare davvero a combattere il crimine e a perseguire lo sviluppo. Il governo dovrà combattere le secessioni”.
L’alleanza tra Tadic e Kostunica sembra lo sbocco più probabile di queste elezioni. Ma si presenta come un’alleanza difficile da formare: entrambi i partiti, per esempio, pretendono il posto di primo ministro.