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Infermiere bulgare: l'Europarlamento aumenta la pressione sulla Libia

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Infermiere bulgare: l'Europarlamento aumenta la pressione sulla Libia

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La Libia annulli la condanna a morte delle 5 infermiere bulgare e del medico palestinese. Lo chiede con decisione il Parlamento Europeo che ha votato, praticamente all’unanimità, una risoluzione nella quale si chiede alla Commissione e agli Stati membri di riconsiderare la politica comunitaria nei confronti di Tripoli in mancanza di una soluzione positiva del caso.

Hélène Flautre, eurodeputata francese dei Verdi:

“Quando si parla delle infermiere bulgare e del medico palestinese in Europa, tutti evidenziano la negazione della democrazia, il fatto che il loro destino dipende dalla decisione di un uomo, che i diritti sono calpestati, che in Libia c‘è la tortura. Tutti elementi scioccanti. Ma allo stesso tempo continuiamo a discutere con il signor Gheddafi su come gestire l’immigrazione, facendo finta di poterci aspettare su questo tema un po’ di rispetto dei diritti fondamentali delle persone”

Gli imputati sono detenuti dal 1999, accusati di aver volontariamente infettato con il virus dell’Aids oltre 400 bambini nell’ospdeale libico di Bengasi.

In luglio gli eurodeputati avevano già sottoscritto una petizione per esercitare pressione sulle autorità libiche.

“Non è tollerabile che degli europei siano condannati a morte” dice Catherine Guy-Quint, eurodeputata socialista francese. “Non è tollerabile che la pena di morte esista ancora nel mondo. Con questa iniziativa vogliamo riaprire il dibattito sulla pena di morte”.

La condanna alla pena capitale è stata confermata, dopo un primo ricorso alla Corte Suprema in Libia, il 19 dicembre. Gli imputati si sono sempre dichiarati innocenti.