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Onu: "In Iraq il 2006 più sanguinoso del 2005"

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Onu: "In Iraq il 2006 più sanguinoso del 2005"

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Una guerra civile, quella irachena, che potrebbe essere solo al suo inizio, se non fermata, secondo l’Onu. Che in base ai dati raccolti presso il ministero della Salute, gli ospedali e gli obitori, ha stabilito questo bilancio: oltre 34 mila civili uccisi, cui si devono aggiungere più di 36 mila feriti. Gianni Magazzeni, rappresentante in Iraq dell’Alto commissariato Onu per i diritti dell’uomo, ha sottolineato che la violenza non è stata circoscritta e che continua a fare vittime innocenti.

La violenza interconfessionale è aumentata in modo vertiginoso nell’ultimo anno. Anche se non sono disponibili dati per il 2005, e quindi un confronto è impossibile, funzionari iracheni e dell’Onu, e anche i giornalisti, confermano il peggioramento della situazione.

Le autorità locali, che vietano di rilasciare dati ufficiali, ritengono che le cifre siano state manipolate. Per il ministero della Salute iracheno il numero delle vittime nel 2006 è stato 23 mila, senza fare distizione tra civili e agenti di polizia. Per il solo obitorio di Baghdad nel 2006 sono transitati 16 mila corpi. Le due cifre sommate si avvicinano al dato Onu, che si riferisce ai soli civili.

“I civili restano le principali vittime di questa situazione. Le forze di sicurezza non riescono a proteggere in modo adeguato la popolazione irachena. Accade sempre più di frequente che guerriglia e bande criminali agiscano in connivenza con le forze di sicurezza, dove sono riuscite a infiltrarsi”.

A Bagdad, al centro delle violenze settarie, sciiti e sunniti si fanno la guerra nel tentativo di prendere il controllo dei
i quartieri misti.