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Il clima mite costringe l'Opec a rivedere la propria politica

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Il clima mite costringe l'Opec a rivedere la propria politica

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L’inverno mite negli Stati Uniti e in Europa continua a far scendere le quotazioni del petrolio gettando nella disperazione piu nera i dieci paesi produttori aderenti all’Opec. Il cartello, che controlla circa il 40% della produzione mondiale, non sa piu dove sbattere la testa. I tagli alla produzione, a dire il vero piu’ teorici che effettivi, non servono a granchè: di qui la richiesta di alcuni membri dell’Opec di avanzare la riunione prevista per il prossimo 15 marzo a Vienna.

I dati della crisi sono evidenti: a fronte della produzione, ai minimi lo scorso dicembre, si registra un calo del 30% della quotazione nel giro di sette mesi. Il valore del Brent é passato da oltre 77 dollari in piena crisi libanese lo scorso luglio agli attuali 53 dollari

Una situazione tutt’altro che rosea al punto che il vertice dei paesi aderenti all’Opec sarebbe sul punto di congelare tutti gli investimenti destinati al miglioramento dei piani per l’estrazione del greggio. L’unica consolazione riguarda gli automoblisti il cui pieno è in leggero calo sulle due sponde dell’Atlantico.