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Belgio. Il principe Laurent interrogato dai giudici

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Belgio. Il principe Laurent interrogato dai giudici

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Il principe Laurent interrogato in veste di testimone per la presunta truffa ai danni del Ministero della Marina belga.
Il terzogenito del re Alberto II e della regina Paola si è presentato questa mattina davanti ai giudici del tribunale di Hasselt per chiarire il suo ruolo in questa vicenda che da settimane infiamma il dibattito politico ed ha contribuito a riaccendere lo scontro sul futuro non solo della monarchia ma dello stesso Belgio e della sua unità territoriale.

La truffa risalirebbe agli anni 90. A renderne pubblici i contorni è stato questo giornalista fiammingo. “Avere alzato il velo su questo caso di corruzione mi sembra una buona cosa per tutti” ha spiegato José Masschelin.

Dalle casse del Ministero sarebbero stati prelevati illecitamente piu di 2 milioni di euro. 175 mila dei quali sarebbero stati utilizzati per ristrutturare la villa dove abita il principe che, in base agli elementi fino ad ora raccolti, non sarebbe stato pero’ informato dell’operazione.
I dubbi pero restano e danno fiato alle trombe dei partiti fiamminghi autonomisti che vedono nella monarchia il simbolo dell’invisa unità nazionale.

Il ministro della giustizia Laurette Onkelinx ha parlato senza giri di parole di una “strumentalizzazione della vicenda giudiziaria a scopi politici da parte di alcune forze politiche del nord”

Sotto accusa non c‘è solo il ruolo della monarchia ma anche le sua contestate prerogative e i tanti vantaggi di cui godono i suoi membri. Il principe Laurent solo undicesimo al rango di successore al trono percepisce ad esempio 275 mila euro esentasse all’anno. A pagargli il lauto stipendio sono i contribuenti. Il suo stile di vita sopra le righe è oggetto di una satira graffiante.
Il presidente delle Fiandre Leterme ha tentato a suo modo di difendere i regnanti.

“Penso che il budget accordato alla famiglia reale sia proporzionato al ruolo di responsabilità che ricoprono i suoi membri. Poi per quanto mi riguarda penso che tutti gli uomini anche i principi debbano lavorare”.

Il Belgio è percorso una volta di piu da profonde spinte centrifughe e la monarchia non è un collante ma un motivo di divisione. Tra qualche mese il paese andrà al voto e la campagna elettorale promette scintille.