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I paesi europei preoccupati per la nuova guerra del greggio tra Mosca e Minsk

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I paesi europei preoccupati per la nuova guerra del greggio tra Mosca e Minsk

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Dopo la guerra del gas, tra Russia e Bielorussa è cominciata la guerra del petrolio. Che per i paesi europei significa nuove nubi all’orizzonte. L’export di greggio russo tramite l’oleodotto di Druzhba è stato interrotto alla frontiera con la Bielorussia. Mosca spiega di aver chiuso i rubinetti perchè il governo di Minsk avrebbe effettuato prelievi illegali.

Attraverso la Bielorussia, la Russia trasporta circa 100 mila tonnellate di greggio all’anno, destinato per il 70% a Polonia, Germania e Ucraina. Sulla questione è intervenuto il ministro dell’economia tedesco, Michael Glos, parlando a nome della presidenza di turno dell’Unione Europea.

Pur sostenendo che la Germania dispone di scorte sufficienti per sostenere lunghe interruzioni, ha definito inaccettabile la dipendenza da un solo fornitore.Analogo il commento del ministro dell’economia polacco, Piotr Naìmski, che ha tuttavia assicurato che la Polonia possiede riserve per circa 70 giorni. “Questa situazione e i problemi che stiamo affrontando – ha detto – dimostrano che abbiamo malriposto la nostra fiducia”. Il nuovo muro contro muro tra le ex sorelle sovietiche ha determinato reazioni immediate sul mercato del greggio, con notevoli rincari a Londra e a New York.