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Zapatero: l'attentato dell'Eta ha messo fine al processo di pace

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Zapatero: l'attentato dell'Eta ha messo fine al processo di pace

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L’attentato dell’Eta all’aereoporto madrilegno di Barajas ha messo la parola fine al processo di pace avviato a marzo. Il premier spagnolo Zapatero lo ha riconosciuto apertamente, a margine di una cerimonia ufficiale in onore delle forze armate. Un’evento che si è svolto alla presenza del re Juan Carlos e dei rappresentanti del governo.

Nel suo intervento, il sovrano spagnolo ha lanciato un appello all’unità delle forze politiche di fronte al terrorismo, esprimendo piena fiducia nella solidità delle istituzioni democratiche e negli strumenti di uno stato di diritto. Una settimana dopo l’attentato, i vigili del fuoco hanno recuperato il corpo della seconda vittima.

Il sindaco di Madrid ha proclamato una giornata di lutto, mentre il primo ministro Zapatero si prepara a riferire in Parlamento sulle nuove prospettive per fare fronte al terrorismo. Il segretario organizzativo del partito socialista, Jose Blanco, ha già iniziato a fare autocritica, riconoscendo che il governo stava trattando con gli interlocutori sbagliati. La tensione aumenta, intanto, nel paese basco, dove è ripresa la “cale borroca”, la protesta nelle strade. Due falsi allarmi bomba negli aereoporti di Bilbao e di Tenerife e il ritrovamento di grandi quantità di esplosivo fanno temere il peggio.

Un primo assaggio del fermento che agita gli indipendentisti baschi: a San Sebastian, migliaia di persone hanno risposto all’appello per una manifestazione, organizzata da un comitato per il sostegno dei prigionieri dell’Eta. La polizia sta cercando di impedire l’accesso ai manifestanti, dopo che i giudici hanno negato il permesso per la riunione.