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Madrid, recuperato il corpo della seconda vittima dell'attentato Eta

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Madrid, recuperato il corpo della seconda vittima dell'attentato Eta

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Dopo più di trenta ore di lavoro, i vigili del fuoco hanno recuperato il corpo della seconda vittima dell’attentato all’aereoporto Barrajas di Madrid. L’autopsia ha rivelato che il diciannovenne ecuadoriano è morto per asfissia all’interno della sua auto, sepolta dalle macerie, dopo l’esplosione della bomba.

Una settimana dopo l’attentato con cui l’Eta ha rotto una tregua di nove mesi, Madrid ha proclamato una giornata di lutto. Le due vittime di Barrajas chiamano in causa il governo Zapatero. Pressato dalle richieste di chiarimenti presentate dall’opposizione, il primo ministro è atteso in Parlamento per riferire sulla situazione. Ma già il segretario del partito socialista, Jose Blanco, ha iniziato a fare autocritica, riconoscendo che il governo stava trattando con gli interlocutori sbagliati. Un’ammissione che apre la porta alle speculazioni, dal momento che l’Eta non ha reso noto il motivo dell’attentato che ha mandato in fumo il processo di pace.

La tensione aumenta, intanto, nel paese basco spagnolo, dove è ripresa la “cale borroca”, la protesta nelle strade. A far temere nuovi attentati, il ritrovamento di grandi quantità di esplosivo pronto per essere utilizzato, e due falsi allarmi bomba negli aereoporti di Bilbao e di Tenerife.

E si temono disordini questa sera a San Sebastian, per un meeting indetto da un comitato per il sostegno dei prigionieri dell’Eta. Nonostante i giudici spagnoli abbiano negato il permesso per l’assemblea, gli organizzatori sembrano intenzionati ad andare avanti lo stesso.