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EU, il primo giorno di Romania e Bulgaria

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EU, il primo giorno di Romania e Bulgaria

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A Sofia si alza la bandiera europea, nel giorno dell’adesione della Bulgaria e della Romania all’Unione. Diciassette anni dopo la caduta del comunismo, i due Paesi entrano a pieno titolo nella cerchia delle democrazie europee. Il presidente bulgaro Georgi Parvanov ha detto che il suo Paese sarà un membro stabile, affidabile e coerente dell’Unione.

Alla serie di cerimonie che hanno caratterizzato questo Capodanno a Sofia hanno partecipato numerose autorità, a cominciare da Frank-Walter Steinmeier, ministro degli esteri della Germania, che proprio oggi assume il semestre di presidenza. Presente anche il commissario europeo all’allargamento, Olli Rehn, il presidente del parlamento Josep Borrell e rappresentanti istituzionali di diversi Paesi. Analoghe cerimonie si sono svolte il 31 dicembre a Bucarest. Romeni e bulgari pongono grandi aspettative nella loro nuova cittadinanza europea, anche se dimostrano di essere coscienti dei limiti.

“Finché le nostre disponibilità finanziarie non saranno come quelle del resto d’Europa, la nostra libertà sarà come un uccello senz’ali” dice un abitante di Bucarest. “Credo che da oggi i romeni saranno visti in modo diverso – aggiunge un’altra cittadina -. In Gran Bretagna, per esempio, c‘è ancora molta ritrosia verso di noi. Anche se hai un lavoro, sei prima di tutto un romeno”. Anche se alcuni Paesi hanno posto restrizioni temporanee alla regolarizzazione di lavoratori romeni e bulgari, la libera circolazione delle persone è garantita in tutta l’Unione.