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Spagna unita contro le bombe dell'Eta. Zapatero criticato dai Popolari

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Spagna unita contro le bombe dell'Eta. Zapatero criticato dai Popolari

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Il giorno dopo la bomba, la rabbia si esprime in tante città di Spagna che hanno rispettato un minuto di silenzio. Una protesta simbolica contro l’attentato di ieri all’aeroporto Barajas di Madrid. Una azione che non solo ha fatto saltare ogni possibilità di portare a termine in tempi brevi un processo di pace con i terroristi dell’Eta, ma che rappresenta anche un duro colpo per il Premier socialista Zapatero che della politica del dialogo con i separatisti aveva fatto un cavallo di battaglia.

Diverse centinaia di persone hanno partecipato alla protesta organizzata dal Partito Popolare (Pp) alla Puerta del Sol di Madrid al grido di “Zapatero dimettiti”. In una conferenza stampa tenuta dopo l’attentato di ieri, il Primo ministro ha chiarito che il dialogo con Eta è sospeso. C‘è chi scommette che le conseguenze politiche saranno per lui disastrose, ma a un anno dalle legislative sembra prematuro azzardare ipotesi.

Intanto una non meglio identificata fonte indipendentista basca ha dichiarato all’agenzia stampa francese Afp che Eta non aveva l’intenzione di uccidere. Affermazioni che contrastano con gli ultimi dettagli che le autorità madrilene hanno reso noti circa la dinamica dell’attentato.

Nel furgoncino parcheggiato all’aeroporto di Madrid non ci sarebbero stati 200 chili d’esplosivo come s’era detto inizialmente, ma fra 500 e 800 chilogrammi. E restano poche speranze per i 2 cittadini ecuadoriani ancora dispersi. Potrebbero essere le prime vittime dell’Eta dal 2003.