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Continua il braccio di ferro tra Mosca e Minsk sui prezzi del gas nel 2007

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Continua il braccio di ferro tra Mosca e Minsk sui prezzi del gas nel 2007

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Dopo il nulla di fatto di ieri, continuano oggi nella capitale russa le trattative tra Mosca e Minsk per trovare un compromesso sul prezzo del gas nel 2007. Il presidente bielorusso Lukashenko ha ribadito che non intende piegarsi al ricatto del Cremlino, ma gli analisti ritengono che Gazprom non scenderà sotto l’ultima offerta: 105 dollari per mille metri cubi di gas metano.

Tatiana Mitrova è una esperta in materia energetica. “Il governo russo ha già deciso di liberalizzare il mercato interno e quindi di aumentare i prezzi: entro il 2011 i consumatori russi pagheranno il gas quasi quanto quelli europei. E’ evidente che la Bielorussia non può essere un’eccezione”.

Un’opinione condivisa da altri specialisti, tanto più che Gazprom accetterebbe non solo contanti, ma anche azioni dell’azienda bielorussa Beltransgaz. “La Bielorussia sarà costretta a capitolare – sostiene l’analistia Konstantin Batunin – e il motivo è che, senza le fonriture di Mosca, non ha altre risorse energetiche”.

La popolazione bielorussa, intanto, si prepara ad affrontare nuovi disagi. Nell’incertezza, c‘è chi si è sbarazzato dei rubli per acquistare i più sicuri dollari. “Non potremo fare altro che stringere la cinta – dice un’abitante di Minsk – d’altra parte siamo sopravvissuti a situazioni peggiori”.

La guerra del gas minaccia anche l’Unione Europea, che teme un blocco delle forniture, come successe un anno fa quando al posto della Bielorussia, c’era l’Ucraina.