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Washington ritiene imminente l'esecuzione di Saddam Hussein

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Washington ritiene imminente l'esecuzione di Saddam Hussein

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Questione di giorni, o forse soltanto di ore. L’esecuzione di Saddam Hussein potrebbe essere imminente, dopo che l’alto tribunale penale iracheno ha rigettato l’ultimo appello dei suoi legali. L’indiscrezione, anonima, arriva dal ranch texano di Crawford, dove il presidente americano Bush sta trascorrendo gli ultimi giorni dell’anno. Giovanni Di Stefano, uno degli avvocati che rappresentano l’ex rais. “Il problema qui non è il tribunale, e nemmeno la politica. Il fatto è che il nostro cliente è pronto a morire”.

Di Stefano ricorda che l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Louise Arbour, che in passato condannò i crimini commessi da Saddam Hussein, ha ora chesto che la sentenza di morte non venga eseguita. “Un’esecuzione – dice – che non giova a nessuno e in nome della quale verrebbero versati fiumi di sangue in Iraq”.

Il rischio che la morte dell’ex dittatore esasperi i conflitti interconfessionali è avvertito anche dal primo ministro italiano, Romano Prodi. “Non credo – ha detto – che l’esecuzione di Saddam Hussein possa aiutare la pacificazione dell’Iraq”. A Baghdad, tuttavia, c‘è chi assicura che Saddam non sarà messo a morte prima della fine di dicembre. Anche se ieri ha ricevuto la visita di due suoi fratellastri, Watban e Sabawi, detenuti nel suo stesso carcere.