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Somalia, le truppe del governo provvisorio entrano a Mogadiscio, abbandonata dalle Corti islamiche

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Somalia, le truppe del governo provvisorio entrano a Mogadiscio, abbandonata dalle Corti islamiche

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Un’avanzata lampo. In soli quattro giorni, le truppe governative somale, sostenute dall’Etiopia, sono riuscite a entrare a Mogadiscio. Le Corti islamiche, che controllavano la capitale da giugno, hanno abbandonato la città e si sono dirette nel sud del Paese. Mogadiscio è ancora nel caos: frequenti i saccheggi e le sparatorie. Il governo provvisorio ha proclamato lo stato di emergenza nazionale.

“Aiuteremo il governo di transizione a fare tutto il necessario per riportare stabilità – ha detto il premier etiope, Meles Zenawi – . Al massimo si tratterà di qualche settimana, ma speriamo ci vorranno soltanto giorni e in quel momento lasceremo il Paese”.
Zenawi ha aggiunto che il governo somalo ha il controllo del 95 per cento del territorio.

Le corti islamiche hanno fatto sapere che la ritirata è soltanto una mossa tattica nella guerra contro l’Etiopia. Guerra che secondo Addis Abeba ha causato circa 3.000 morti tra i miliziani, ma che ha anche fatto molte vittime tra la popolazione: oltre 800 i feriti giunti negli ospedali del Paese negli ultimi giorni.

I miliziani rimasti sembrano essersi consegnati agli ‘anziani’, gli storici capi delle comunità somale, contando sull’amnistia promessa. Il primo ministro somalo, Mohamed Gedi, ha espresso la volontà di recarsi a Mogadiscio.
Il generale Aidid, ex signore della guerra vicino agli Usa e attuale ministro dell’Interno, è già nella capitale.