ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Morto James Brown, il padrino del soul

Lettura in corso:

Morto James Brown, il padrino del soul

Dimensioni di testo Aa Aa

La morte di James Brown è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Ricoverato ieri in un ospedale di Atlanta con i sintomi di una polmonite, è stato portato via da un’insufficienza cardiaca, dice il bollettino medico, verso l’una e quarantacinque locale. A un’età imprecisata. Il padrino del soul non aveva infatti mai reso pubblica la sua data di nascita, che si colloca fra il 1928 e il 1933.

Dettagli. Quel che conta è ben altro, come testimonia una donna di colore: “Io sono un prodotto degli anni Sessanta, e lui è stato il primo a far sentire gli afroamericani fieri della loro eredità”.

E una fan più giovane commenta: “È orribile. Abbiamo perso un’icona. E riguardo alla musica, aveva un grande talento, e ha ispirato un mucchio di gente. È terribile”.

Terribile e inatteso, tanto che diversi concerti erano in programma nelle prossime settimane.

Di umilissime origini, James Brown aveva trovato il successo nel 1955 con “Please Please Please”, e da allora era stata l’ascesa inarrestabile: “Sex Machine”, “I Feel Good”, l’apparizione cinematografica in Blues Brothers, in Rocky…

Ma anche la prigione: rapina, traffico di droga, lesioni, violenza coniugale…

E sull’altro versante, l’impegno civile, con la comunità di colore, o contro la lapidazione di Amina Lawal.

Angelo e demone tenuti prodigiosamente insieme
da un miracolo che gli sopravvive: la sua musica.