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Crisi nel corno d'Africa

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Crisi nel corno d'Africa

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Baidoa è sede del governo transitorio somalo. Se la regione è una polveriera sul punto di esplodere lo si deve agli scontri che oppongono le truppe regolari somale sostenute da Addis Abeba, alle Corti islamiche, l’esercito ribelle che accusa l’Etiopia di aver invaso la Somalia.
Il paese, devastato da una guerra civile che dura dal1991, è oggi, almeno sulla carta guidata da Abdullah Yusuf Ahmed, presidente del governo di transizione, finora incapace di impedire l’ascesa degli islamici capaci, loro, di riportare una relativa sicurezza in larghe fette di territorio. Una sicurezza pagata a caro prezzo con l’imposizione della Sharia, la legge islamica, nel quotidiano.
L’Etiopia è una nazione a maggioranza cristiana. Principale alleata di Washington nella regione, si oppone all’avanzata delle corti che considera controllate da uomini di Al Quaeda. Addis Abeba possiede uno degli eserciti meglio attrezzati del continente. Il principale avversario dell’Etiopia nella regione è l’Eritrea, accusata di sostenere le milizie islamiche.
Gli effettivi eritrei stazionati in Somalia sarebbero 2000. Varie migliaia i miliziani delle corti e almeno 8000 i combattenti provenienti dall’estero. Un esercito che rischia di destabilizzare ancora di più la regione.
Le parti dovevano tornare a parlarsi a metà gennaio, ma la situazione in queste ore è precipitata.
Le corti hanno rifiutato la proposta diplomatica della comunità internazionale: un contingente multinazionale che protegga Baidoa. Per gli islamici è solo un modo per prendere tempo. Una maniera di permettere al governo filo-etiopico di riorganizzarsi.