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Otto marine americani incriminati per il massacro di Haditha

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Otto marine americani incriminati per il massacro di Haditha

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L’inchiesta sul massacro di 24 civili iracheni a Haditha, il 19 novembre 2005, si è conclusa con otto rinvii a giudizio. Quattro marine sono stati incriminati per omicidio, e altri quattro per non aver tentato di fermare i commilitoni e non aver denunciato l’accaduto. Il tribunale di Camp Pendelton, in California, l’ha comunicato nella serata di ieri, smentendo la prima versione dei fatti fornita dalle forze armate statunitensi, che avevano attribuito la strage all’esplosione di una bomba.

Imputato numero uno è Frank Wuterich, il sergente che comandava il plotone e che è accusato di aver ucciso a sangue freddo dodici persone. “Mia moglie e io e tutti i suoi amici siamo convinti che sia innocente – dice il padre di Wuterich – le cose non sono facili quando si è al fronte, non si può giudicare standosene a casa”.

Anche Justin Sharrat dovrà rispondere alla giustizia. Suo padre Darryl si rifiuta di pensare a lui come a un assassino. “E’ il mio eroe, è un grande marine”. A scatenare la strage, forse il desiderio di vendicare la morte di un commilitone, ucciso da una mina anticarro. Insieme allo scandalo delle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib, è uno degli episodi che più hanno macchiato l’immagine delle forze armate statunitensi.