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Gli appelli dei leader politici non fermano le violenze tra gli opposti gruppi palestinesi

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Gli appelli dei leader politici non fermano le violenze tra gli opposti gruppi palestinesi

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Nei territori palestinesi il rumore degli spari è più forte degli appelli alla calma. Nella città cisgiordana di Nablus gli uomini fedeli al presidente moderato Mahmud Abbas hanno aperto il fuoco su un corteo di attivisti di Hamas. Il bilancio è di 9 feriti: tutti civili secondo fonti mediche. La tregua pattuita martedì tra Hamas e al Fatah tiene globalmente, ma continuano ad aver luogo singoli episodi di violenza.

Il premier radicale Ismail Haniyeh al termine delle preghiere del venerdì ha chiesto ai palestinesi di mettere fine alle violenze. “Tutte le parti devono osservare l’accordo di riconciliazione. Dobbiamo risparmiarci in modo da preservare il sangue palestinese e rafforzare l’unità nazionale”, ha detto il capo del governo.

Gli scontri si sono moltiplicati dopo l’annuncio di elezioni anticipate da parte di Abbas in seguito al fallimento dei negoziati per un governo di unità nazionale. Nella notte, nonostante la tregua, una persona è stata uccisa a Gaza nel corso di violenti scontri tra due clan familiari. Nella Striscia di Gaza i morti sono stati almeno una decina nei primi giorni della settimana.