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Turkmenistan, morto il dittatore Niazov. Il paese rischia il caos

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Turkmenistan, morto il dittatore Niazov. Il paese rischia il caos

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Il Turkmenistan ha perso colui che l’ha governato per 21 anni con il pugno di ferro. Saparmurat Niazov, presidente a vita, capo del governo, capo delle forze armate e leader del partito democratico, unica formazione politica autorizzata, è morto nella notte per un arresto cardiaco. Niazov, 66 anni, era a capo del Turkmenistan dal 1985, prima ancora che il paese, il secondo produttore di gas naturale dell’ex Unione Sovietica, guadagnasse l’indipendenza da Mosca, nel 1991.

A ottobre aveva ammesso di seguire una terapia per problemi cardiaci, e già nel 1997 si era sottoposto a un intervento al cuore, ma il suo medico sosteneva che il Turkmenbashi, il capo di tutti i turkmeni, come si faceva chiamare, fosse in ottima salute. Nel 2002 sfuggì a un fallito attentato su cui sono stati sollevati molti dubbi. In seguito a una confessione televisiva, fu condannato a cinque anni di carcere l’ex primo ministro Boris Chikhmuradov.

Ora però gli analisti temono che, non essendoci un successore designato, dall’autoritarismo di Niazov si passi a un periodo di grande instabilità. La Russia, acquirente tra l’altro del gas turkmeno, ha già espresso la speranza che la prossima dirigenza garantirà la continuità politica con il passato. In base alla costituzione, l’interim sarà assunto dal presidente del parlamento. Il governo dovrebbe riunirsi in giornata per esaminare la situazione. I funerali si svolgeranno domenica.