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Piergiorgio Welby sarebbe stato aiutato a morire.

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Piergiorgio Welby sarebbe stato aiutato a morire.

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È l’anestesista Mario Riccio ad aver dichiarato di aver staccato il respiratore dell’italiano malato di distrofia muscolare che lottava per mettere fine alle cure che lo tenevano in vita. Poche ore prima il servizio stampa del partito radicale aveva al contrario annunciato che la morte di Welby, stanotte, era avvenuta per cause naturali. Ieri si era espresso in merito il consiglio superiore della Sanità, che aveva escluso l’ipotesi dell’accanimanto terapeutico perché il paziente non era ritenuto in imminente pericolo di vita.

A settembre il romano sessantenne, dipendente dal 1997 dal respiratore artificiale, si era rivolto al presidente della Repubblica Napolitano chiedendo di poter morire con dignità. Una lettera che aveva provocato un acceso dibattito e sollevato il problema del vuoto legislativo in materia. Secondo uno dei suoi avvocati, Riccardo Maia, il nome di Piergiorgio Welby resterà nella storia, perché ha permesso di determinare la differenza fra il rifiuto di farsi curare e l’eutanasia.