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L'Ungheria apre, in parte, a lavoratori bulgari e romeni

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L'Ungheria apre, in parte, a lavoratori bulgari e romeni

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L’Ungheria ha deciso di aprire parzialmente il proprio mercato del lavoro a Bulgaria e Romania, i due Paesi che entreranno a far parte dell’Unione europea il primo gennaio prossimo. I permessi di lavoro saranno concessi nei settori del tessile, della sanità e delle costruzioni.

Gli unici ad aprire completamente il mercate del lavoro sono Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Finlandia e Svezia. In Bulgaria il tasso di disoccupazione è in continuo calo anche se i salari restano i più bassi d’Europa. Recentemente il governo di Sofia ha deciso un aumento drastico del salario minimo da 50 a 75 euro. L’ingresso del paese nell’Unione europea favorirà l’arrivo di imprese attratte dal basso costo della manodopera. Non sarà così facile invece per i lavoratori bulgari andare all’estero.

“Io sono un’infermiera diplomata – dice una cittadina bulgara – Ho sentito che in Gran Bretagna c‘è bisogno d’infermiere e ho fatto domanda per andare a lavorare lì”. Per i lavoratori romeni e bulgari la strada per arrivare in Europa è ancora lunga. In attesa dell’equiparazione agli altri cittadini europei i manovali di Sofia offrono i loro servizi in strada.